Cicerchiata

Cicerchiata

La cicerchiata è un dolce tipico italiano, riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale per l’Abruzzo, le Marche ed il Molise, ma diffuso anche in Umbria. È simile agli struffoli napoletani. In Abruzzo, e nelle altre zone di produzione, è oggi spesso legato alla ricorrenza del Carnevale. Il dolce è a base di pasta di farina, uova, burro e zucchero. Da questa si ricavano palline di circa un centimetro di diametro che vengono fritte nell’olio d’oliva o nello strutto. Scolate, vengono disposte “a mucchio” e ricoperte di miele. Come spesso avviene con i dolci tradizionali e antichi, esistono varianti che aggiungono ingredienti diversi alla ricetta base.

Ingredienti

Miele millefiori o altro tipo: 500 gr
Mandorla pelate e a filetti: 100 gr
Frutta candita: 50 gr
Olio extra vergine d’oliva: 30 gr
Limone, scorza: 1
Rum (o limoncello o anice o brandy): 2 cucchiai
Olio di semi vari per friggere: qb

Procedimento

  1. Sbattete le uova con la scorza grattugiata del limone, olio di oliva e il liquore. Quando tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati, incorporate della farina, in quantità giusta per avere un impasto morbido.
  2. Ricavate dalla pasta dei bastoncini lunghi e stretti e tagliateli a pezzettini di 1/2 cm, quindi strofinandoli tra le mani, ricavatene delle palline.
  3. Friggete le palline di pasta in abbondante olio caldo e quando saranno dorate sgocciolatele. Scaldate il miele in una larga casseruola e fatelo leggermente imbiondire, quindi togliete la pentola dal fuoco ed incorporate le mandorle, i canditi e le palline di pasta fritte. Vedi Trucchi e consigli per friggere.
  4. Ungete con dell’olio extravergine uno stampo ad anello e versatevi il composto livellandolo. Lasciate che l’impasto si raffreddi e si rapprenda bene, quindi capovolgete sul piatto da portata e servite.

Suggerimenti

Spesso la superficie superiore viene decorata con mandorle tostate e tritate, o confettini colorati che ricordano la festa e l’allegria del carnevale.

Origine

Per l’ “Atlante dei prodotti tradizionali d’Abruzzo” (ARSSA – Regione Abruzzo, 2004), l’origine del prodotto sarebbe da ricercarsi in Abruzzo, in particolare nell’area del Sangro “grazie allo sviluppo dell’apicoltura che, ieri come oggi, rendeva disponibile miele di ottima qualità”. Per altri, invece, facendo riferimento ad epoche più antiche, sarebbe originario dell’Umbria storica (ovvero, l’Umbria ad est del Tevere e le Marche) e la sua successiva diffusione dal Piceno (Marche centro-meridionali) in Abruzzo e in Molise avrebbe diffuso l’opinione, ormai generalizzata, che si tratti di un dolce abruzzese.

Il nome

Con tutta probabilità il nome di cicerchiata ha origine medievale e deriverebbe dalla cicerchia (Lathyrus sativus), un legume simile al pisello (Pisum sativum) o al cece (Cicer arietinum), molto diffuso all’epoca nella zona umbro – marchigiana, come in molte altre zone d’Europa e non solo. Secondo quanto detto, il significato di “cicerchiata” sarebbe quindi quello di “mucchio di cicerchie”.

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