Le sane abitudini alimentari iniziano al supermercato

Fare scelte alimentari sane non inizia in cucina, ma ben prima: al supermercato. La qualità di ciò che mettiamo nel carrello influenza direttamente ciò che porteremo in tavola e, di conseguenza, il nostro benessere.
Ma come si fa a rendere la spesa un momento di consapevolezza invece che un’azione automatica?
Il primo passo è pianificare. Arrivare al supermercato senza un’idea chiara di cosa acquistare è il modo più rapido per riempire il carrello di prodotti ultra-processati e poco nutrienti. Avere una lista aiuta a rimanere focalizzati sugli ingredienti essenziali e a evitare acquisti impulsivi. Un trucco utile è basare la lista sulla stagionalità: frutta e verdura di stagione non solo hanno un sapore migliore, ma sono anche più ricche di nutrienti e meno trattate.
Una volta entrati nel supermercato, la regola d’oro è questa: più un alimento è vicino alla sua forma naturale, meglio è. Prodotti freschi, integrali e il meno possibile raffinati sono i migliori alleati di un’alimentazione equilibrata. I reparti da privilegiare sono quelli che si trovano lungo il perimetro del negozio, dove solitamente si trovano ortaggi, frutta, pesce, carne e prodotti freschi. Viceversa, gli scaffali centrali tendono a ospitare alimenti confezionati, spesso ricchi di zuccheri, grassi di bassa qualità e additivi. Tieniti alla larga.
Leggere le etichette è un’altra abitudine fondamentale. La lista degli ingredienti dovrebbe essere corta e comprensibile: se troviamo nomi impronunciabili o una sfilza infinita di additivi, meglio lasciar perdere. Un’attenzione particolare va agli zuccheri nascosti, che possono celarsi sotto nomi come sciroppo di glucosio-fruttosio, maltodestrine o succo concentrato di frutta. Lo stesso vale per gli oli vegetali raffinati come l’olio di palma e di girasole alto oleico, spesso presenti nei prodotti industriali.
Ma attenzione: le etichette come “light”, “senza zuccheri aggiunti” o “senza grassi” non sempre garantiscono un prodotto salutare. Il marketing alimentare gioca spesso su termini ingannevoli, quindi è essenziale leggere attentamente gli ingredienti invece di fidarsi delle scritte sulla confezione. Ad esempio, un prodotto “zero grassi” potrebbe contenere più zuccheri per compensare il sapore, mentre quelli “ricchi di proteine” potrebbero essere ultra-processati e contenere proteine isolate di bassa qualità. Anche il termine “naturale” può essere fuorviante: non ha un vero significato legale e non implica che il prodotto sia davvero sano.
Qui una guida per imparare a leggere le etichette alimentari. In casa nostra, se nella lista degli ingredienti c’è qualche elemento che non conosciamo o che non compreremmo singolarmente, non si compra.
E il biologico? Vale sempre la pena acquistarlo? La risposta è: dipende. Non tutti i prodotti biologici sono automaticamente più sani, e spesso il prezzo è più elevato senza un reale vantaggio nutrizionale. Se il budget è limitato, è utile investire nel biologico per quei prodotti che tendono a contenere più residui di pesticidi, come fragole, spinaci e peperoni, mentre per altri, come avocado e banane, può non essere essenziale.
Un aspetto spesso sottovalutato della spesa consapevole è il legame con il territorio. Sostenere produttori locali non solo significa acquistare alimenti più freschi e nutrienti, ma anche ridurre l’impatto ambientale. Mercati contadini e negozi di prodotti sfusi sono ottime alternative ai supermercati tradizionali e permettono di riscoprire ingredienti più autentici.
Infine, ricordiamoci sempre che la spesa è un atto di cura verso noi stessi. Creare un’abitudine consapevole non significa essere rigidi o ossessionati dalla perfezione, ma sviluppare un equilibrio che ci faccia stare bene nel lungo termine. Con il tempo, diventerà naturale scegliere alimenti che nutrono non solo il corpo, ma anche la mente e l’ambiente.