I dolcificanti artificiali fanno male all’intestino? Ecco cosa dice la scienza

Negli ultimi anni, il consumo di dolcificanti artificiali è aumentato esponenzialmente. Presenti in bibite “zero”, snack “sugar-free” e perfino in farmaci e integratori, vengono spesso percepiti come un’alternativa più salutare allo zucchero. Ma sono davvero innocui per il nostro corpo? Sempre più studi suggeriscono che alcuni dolcificanti potrebbero alterare il microbiota intestinale, compromettendo la salute metabolica e intestinale. Vediamo insieme cosa dice la scienza.
Cosa sono i dolcificanti artificiali?
I dolcificanti artificiali sono sostanze chimiche che conferiscono un sapore dolce senza apportare calorie significative. I più comuni includono:
- Aspartame (E951): presente in molte bibite dietetiche.
- Sucralosio (E955): utilizzato in prodotti da forno e dolcificanti da tavola.
- Saccarina (E954): uno dei dolcificanti più antichi, presente in bevande e gomme da masticare.
- Acesulfame K (E950): spesso combinato con altri dolcificanti per mascherarne il retrogusto.
L’impatto dei dolcificanti sul microbiota intestinale
Il microbiota intestinale è l’insieme di trilioni di batteri che vivono nel nostro intestino e che svolgono funzioni essenziali per la salute, dalla digestione alla regolazione del sistema immunitario. Alcuni studi suggeriscono che i dolcificanti artificiali possano alterare la composizione e il metabolismo di questi batteri.
Studi scientifici: cosa sappiamo finora?
Uno studio pubblicato su Nature ha rilevato che il consumo regolare di dolcificanti artificiali, come il sucralosio e l’aspartame, può influenzare negativamente la composizione del microbiota, causando un’alterata risposta al glucosio e aumentando il rischio di insulino-resistenza.
Altri studi, hanno mostrato come alcuni dolcificanti modificano la flora intestinale nei topi, portando a cambiamenti metabolici che potrebbero aumentare il rischio di obesità e diabete. Tra questi confermati anche gli studi di alcuni centri di ricerca italiani, come l’Istituto Ramazzini.
Dolcificanti da evitare e alternative più sicure
Se pure tutti i dolcificanti (così come gli zuccheri in generale) sono da consumare con moderazione, non tutti i dolcificanti hanno lo stesso impatto sul microbiota intestinale e sulla salute. Alcuni, come il sucralosio e l’aspartame, sono stati associati a effetti negativi, mentre altri sembrano essere più tollerabili.
Dolcificanti da evitare:
- Aspartame (E951): può alterare la flora intestinale e influenzare negativamente il metabolismo del glucosio.
- Sucralosio (E955): studi suggeriscono che potrebbe ridurre la diversità batterica intestinale.
- Acesulfame K (E950): alcune ricerche indicano che potrebbe interferire con il metabolismo degli zuccheri.
Dolcificanti più sicuri:
- Stevia (E960): derivata dalla pianta Stevia rebaudiana, non sembra alterare significativamente il microbiota intestinale.
- Eritritolo (E968): uno zucchero alcolico ben tollerato dall’intestino e con basso impatto glicemico.
- Monk fruit (luo han guo): estratto naturale con potere dolcificante elevato e senza effetti noti sul microbiota.
Qui puoi consultare la tabella completa dei dolcificanti.
Come riconoscere i dolcificanti nelle etichette alimentari
Per evitare l’assunzione inconsapevole di dolcificanti artificiali, è fondamentale leggere attentamente le etichette. I dolcificanti sono spesso elencati con il loro nome specifico o con un codice E. Controllare le liste degli ingredienti può aiutare a fare scelte più consapevoli.
Se vuoi scoprire come leggere le etichette alimentari in modo corretto, qui trovi una nostra guida.
Dobbiamo eliminare del tutto i dolcificanti artificiali?
Sebbene i dolcificanti artificiali possano essere utili per ridurre il consumo di zucchero, il loro impatto sulla salute intestinale è ancora oggetto di studio. Il consiglio generale è di consumarli con moderazione e, se possibile, optare per alternative naturali come la stevia o l’eritritolo.
Il benessere intestinale è strettamente legato alla nostra salute generale, quindi ogni scelta alimentare dovrebbe essere fatta con consapevolezza.
Questo articolo è frutto della collaborazione tra Alimentipedia e GUT UNFOLDED, la newsletter bi-settimanale per imparare a comprendere e migliorare la salute a 360°, a partire dall’intestino e dalla digestione. Se ti interessano queste tematiche, puoi iscriverti cliccando qui o sul banner qui sotto.